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sabato 20 settembre 2014

Don Gigino Che Ama Ogni Bambino : Il Compleanno


da don gigino che ama ogni bambino vol .01
vignetta #10

lunedì 11 febbraio 2013

DUBBI : Le Dimissioni del Papa - True Story!!!

Ecco la vera storia di un semplice ragazzo che fa un pò di satira...
e cosa lo aspetta sotto casa!!!!
dedicata a violence jack...

venerdì 16 dicembre 2011

Olanda : abusi nel clero, shock per i risultati della Commissione d'inchiesta,800 pedofili !

Sono "decine di migliaia" le vittime degli abusi sessuali da parte di circa 800 preti pedofili in Olanda dal 1945 al 2010. E' la conclusione raggiunta dalla commissione d'inchiesta istituita all'Aja nel rapporto che chiude l'indagine sulla Chiesa e la pedofilia in Olanda. "Sulla base di 1.795 segnalazioni, la Commissione ha individuato i nomi di 800 autori di abusi sessuali che lavorano o hanno lavorato per i vescovi", si legge nel rapporto.

E' questo il risultato shock a cui è giunta la Commissione indipendente istituita all'Aja. Dal rapporto finale risulta che "decine di migliaia di minori" sono stati sottoposti ad abusi sessuali di varia natura commessi da "800" persone, sacerdoti o laici, che sono state identificate. "Sulla base di 1.795 segnalazioni, la Commissione e' riuscita ad individuare i nomi di 800 autori di abusi", si legge nel rapporto. "Di questi, 105 sono ancora vivi". 

Sotto la spinta dell'opinione pubblica, la Conferenza episcopale olandese aveva deciso nel 2010 di istituire una Commissione d'inchiesta sugli abusi commessi dai preti pedofili. La Commissione era presieduta dall'ex ministro, Wim Deetman, e includeva sei membri, tra cui un ex giudice, uno psicologo e docenti universitari. Secondo la Commissione, "il problema degli abusi sessuali era ben noto agli ordini e nelle diocesi della Chiesa cattolica olandese ma non furono prese le misure appropriate".

domenica 23 gennaio 2011

DON GIGINO : IL VATICANO Vs BERLUSCONI!!!

QUESTA VIGNETTA NASCE PER GIOCO, DOPO CHE IL VATICANO HA ESPRESSO LA SUA IDEA SUL FAMOSO "CASO RUBY"!



Dall’editoriale di Marco Politi, vaticanista de Il Fatto, fino al pezzo in prima pagina di Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, i giornali di giovedì 20 gennaio invocavano, o attendevano, ­ un intervento della Santa Sede che puntualmente si è materializzato nel segretario di Stato Tarcisio Bertone.  Il numero due del Vaticano, il più stretto collaboratore di Papa Ratzinger, ha usato parole chiare e perfettamente in linea con gli auspici espressi dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nell’ordine il richiamo, anzi l’invito a «un impegno di una più robusta moralità, di un senso di giustizia e di legalità». Perché «moralità, giustizia e legalità siano i cardini di una società che vuole crescere». La preoccupazione è l’immagine che si trasmette alle famiglie e alle giovani generazioni, da sempre oggetto di attenzione e premure da parte della Chiesa.Il cardinal Bertone non ha mai chiuso, in passato, le porte del dialogo con l’attuale governo. Si sa che il primo interlocutore per le questioni delicate Stato-Chiesa è Gianni Letta, stimatissimo oltre Tevere (e non solo). È lui che in passato ha compiuto “miracoli” nel ricucire i rapporti con il Vaticano e la Chiesa italiana. Basti solo pensare alla cerimonia della Perdonanza a L’Aquila il 27 agosto 2009 quando, per volere del Vaticano, saltò la cena tra il segretario di Stato Bertone e il premier Berlusconi e il capo del Governo venne sostituito proprio dall’abruzzese Letta. Erano quelli i giorni delle pesanti accuse de Il Giornale al direttore di Avvenire Dino Boffo con l’invito da parte della Chiesa, pubblicato da L’Osservatore Romano, a non essere coinvolta in situazioni politiche contingenti. I contatti, gli incontri si sono ripetuti anche con cene informali, come quella a casa di Bruno Vespa con commensali Berlusconi, Bertone e altre autorevoli figure istituzionali come il governatore Mario Draghi.Quanto sta avvenendo in questo periodo è cosa ben diversa rispetto al passato: lo testimoniano gli editoriali del direttore de L’Avvenire Marco Tarquinio, quelli del direttore del Sir, l’agenzia stampa della Conferenza episcopale italiana (Cei), Paolo Bustaffa, e le dichiarazioni del presidente della Cei Angelo Bagnasco. L’arcivescovo di Genova avrà gli occhi puntati lunedì 24 gennaio quando, con il suo discorso, aprirà i lavori del consiglio permanente della Cei. Più volte Bagnasco, nel recente passato, ha invocato una nuova stagione della politica, con un rinnovato impegno dei cattolici in quella che Paolo VI chiamava «la più alta forma di carità». Bagnasco ha chiaramente auspicato che nuove figure di cattolici, in particolare giovani, decidano di impegnarsi per il bene del Paese. Dietro queste parole non è corretto leggere una preferenza di campo. Sono finiti i tempi dell’unità politica dei cattolici, anche se molti presuli italiani non vedrebbero di cattivo occhio il ritorno a una politica di centro moderata, avendo per ora mal ingoiato un bipolarismo che ha provocato la diaspora dei cattolici.